30/05/2003
Compriamo casa in centro?
Secondo un'indagine dell'Economist, le case più care del mondo si trovano a Londra: dove per un appartamento di circa 100 mq, in centro, si paga quasi 1 milione di dollari. Più o meno nelle stesse condizioni si ritrova chi vuol acquistare casa a N.Y. o a Tokyo. E l'Italia, incredibile a dirsi, è appena sotto il podio: Milano è al quarto posto. Se avete in programma di trasferirvici sappiate che non troverete niente a meno di 600 mila dollari.
Meglio forse ripiegare su soluzioni più a buon mercato: qui la classifica delle 13 città prese in esame.
Chiara
30/05/2003
Filastrocca corta e matta
Filastrocca corta corta,
il porto vuole sposare la porta,
la viola studia il violino,
il mulo dice - Mio figlio è il mulino;
la mela dice - Mio nonno è il melone;
il matto vuole essere un mattone
e il più matto sulla terra
sapete che vuole? Vuol fare la guerra!
29/05/2003
Vabbè, è solo una partita di calcio, no?
Dicono tutti così, gli sconfitti. Il problema è che la Juve ha perso contro il Milan, non contro un Benfica qualunque.
E dato che tifare è prima di tutto sfottere (giuro, sto scrivendo mentre sulla strada un gruppo di mocciosi intona in un bel coro "Juve, Juve vaffanculo!"), augurare all'avversario le peggiori disgrazie (sportive, si intende), perdere la finale di coppa campioni contro un'avversaria secolare, significa la disfatta personale massima per uno tifoso... soprattutto per uno stupido come me che ha una buona metà di amici milanisti.
E poi per colpa di questa finale neppure ci siamo goduti lo scudetto, quest'anno.
Almeno se perdevamo di nuovo contro l'Amburgo, qualsiasi amico che veniva a sfottere poteva sempre ricevere come risposta "E intanto la tua squadretta da quattro soldi quella partita non l'ha potuta neppure giocare!" Inutile commentare nel merito la partita, sfogliatevi la gazzetta dello sport, che fate prima.
Manuele
28/05/2003
Traduci questa pagina!
Mentre Manuele soffre, io mi gusto un racconto che Beppe mi ha spedito via e-mail, un bel racconto, immaginifico, ispirato ad una canzone di Neil Young.
La canzone, che s'intitola See The Sky About The Rain, ha un bel testo che cerco con Google e trovo qui .
Ora, c'è una cosa che ha Google e che a me piace particolarmente: l'opzione "Traduci questa pagina" dalla lingua originale all'italiano.
Mi piace particolarmente non solo perché non sono mai stata forte con le lingue straniere, ma soprattutto perché questi programmi di traduzione automatica sono davvero fantastici!
Utilissimi, certo, e difficilissimi da fare. E sortono dei risultati incredibili! Ecco, per esempio, la versione googleiana della canzone di Young:
LYRICS DEI GIOVANI DI NEIL
"Veda Il Cielo Circa Per piovere"
Veda il cielo circa per piovere, nubi e pioggia rotte.
La locomotiva, tira il treno, fischi il salto attraverso il mio cervello.
Segnali che si arricciano su una pianura aperta, rotolando giù la pista ancora.
Veda il cielo circa per piovere.
Alcuni sono limitati per felicità, alcuni sono limitati a glory
Alcuni sono limitati per vivere con di meno, chi può dire alla vostra storia?
Veda il cielo circa per piovere, nubi e pioggia rotte.
La locomotiva, tira il treno, fischi il blowin ' attraverso il mio cervello.
Segnala il curlin 'su una pianura aperta, rollin 'giù la pista ancora.
Veda il cielo circa per piovere.
Ero giù nella terra di Dixie, ha giocato un fiddle d'argento
Giocato esso alto ed allora l'uomo lo ha rotto giù la metà.
Veda il cielo circa per piovere.
Ehm :)
Chiara
28/05/2003
L'italiano medio
L'italiano maschio medio stasera sarà connesso in diretta con Manchester. E' il destino.
E come diceva quel grandissimo filosofo del novecento che è stato Ken Shiro, nessuno sfugge al proprio destino. L'italiano medio stasera non ha scelte, soffrirà.
Se è tifoso della Juve soffrirà Se è tifoso del Milan soffrirà (e spero tanto di vederlo soffrire anche domani)
Se è un tifoso terzo, soffrirà d'invidia. Probabilmente almeno per un annetto buono.
Io sono un italiano medio. E tifo Juve.
Domani, a giochi fatti, posterò qualcosa.
Da Italiano medio.
Intanto guardate qua, e godete
Manuele
27/05/2003
I racconti d'amore
"...stava in un albergo come questo, gli dice, e vede lei, che è russa, e perché un racconto d'amore sopravviva più di quarant'anni è bellissima..."
da Sleepwalking di Laura Pugno, edito da Sironi.
27/05/2003
Cambiamo auto?
Pensavo che, una volta deciso marca modello e colore, e una volta firmato un contratto, sarebbe finito il girovagare per autosaloni facendo mille domande con il timore di non aver capito bene quale accessorio sta in una data sottoclasse di marca e in quale no, lo sbirciare ladrescamente nelle macchine parcheggiate per vedere se davvero son capienti come ci era sembrato e se hanno l'autoradio come quello di serie e com'è, il discutere su finanziamenti a tasso zero, colori metallizzati, climatizzatori, abs e “là mi danno di più della mia usata” o “di qua ci hanno forse una chilometri zero ma non mi piace il colore”…
Insomma credevo che tutto si sarebbe calmato fino all'arrivo del nuovo acquisto.
Ma poi ieri ci siamo ritrovati, io e il mio compagno di pixel su questo blog (un po' latitante per ora ma solo perché ci ha i muratori in casa, spero), a squadrare in lungo e in largo una C3 in piazza 23 settembre, con tanto di depliant in mano a comparare il colore della foto con quello lì dell’auto, e a dire che forse non sarebbe stato tanto male quel grigio-viola al posto del rosso bordò , che avevamo scelto noi!
E mi viene da chiedermi: dovevamo proprio, tra tutte, scegliere una Citroen che ha tempi di consegna infiniti?
Chiara
26/05/2003
Togliamoli dalla strada!
Mentre la questione di riaprire o meno le barbare case chiuse fa ancora inutilmente parlare, Londra ha fatto un altro importante passo: ha tolto dalla strada gli artisti per metterli nella metropolitana, a suonare, con licenza (e stipendio?), ma solo musica "a tema".
E quelli che non hanno superato l'audizione?
Per ora rimangono in strada, in paziente attesa che la loro posizione venga regolamentata.
Chiara
25/05/2003
23/05/2003
Sono due giorni che rido...
Ogni altro commento e' superfluo :DD
Non so chi sia l'autore, un genio senza dubbio.
Manuele23/05/2003
Il cinema d'essai (part two)
A questo punto DEVO segnalare l'articolo di Gianluca Neri su Lars Von Trier: lo trovate qui. Mirabile.
Ci sono solo delle imprecisioni nella trama di "Candy Candy", eh, per quanto riguarda quella delle "Onde del destino" invece non saprei: non ho avuto ancora occasione di esserne "contagiata"...
Chiara
22/05/2003
Il cinema d'essai
Al brillante articolo della Lucarelli sui cinema d'essai, apporto il mio contributo raccontando una "leggenda metropolitana" (?) riguardante un cinema di Prato, il cui nome è decenza tenere segreto.
Un tizio mi racconta: "Ero a vedere questo film un po' d'essai: proiezione pomeridiana infrasettimanale, eravamo in due in tutta la sala, quando ad un certo punto, circa a metà film, entra uno, nel buio della sala lo si intravede appena: discreta mole, tuta da operaio, passo pesante, ha una cassetta degli attrezzi. Il tipo attraversa la sala, si ferma poco sotto la parete dove viene proiettato il film, poggia per terra la cassetta, la apre, ne tira fuori un oggetto oblungo, fa qualche altra operazione che non capisco perché non si vede bene per via del buio... e poi un casino infernale... il tipo aveva cominciato a trapanare la parete laterale... e nessuno che lo ferma... o che ferma la proiezione! Giuro che è andata proprio così!"
Sarà vero? :)
Chiara
22/05/2003
Scrivere per Internet
I navigatori della prima ora sicuramente se ne ricordano. All'inizio era solo la parola: fondi grigi, scritti fitti fitti invariabilmente in Times, pagine lunghissime da scrollare come un rotolo senza fine, ogni tanto un titolo più grande, una parola blu sottolineata, un "vai avanti", un "clicca qui". Questa era Internet solo pochissimi anni fa.
E questo è l'incipit del libro di Luisa Carrada , Scrivere per Internet.
Luisa Carrada, Scrivere per Internet, Lupetti, pp. 158, 9,30 €.
Io non l'ho ancora letto, ma ho trovato molto interessanti e intelligenti alcuni "appunti" di questa autrice, così come tutto il lavoro svolto da lei e dai suoi colleghi sul Mestiere di scrivere .
Qui la presentazione e link a recensioni
Chiara
21/05/2003
Pubblicità!
Domani su :.DocBlog un altro mio racconto: I giganti, storia di mare e di vertigini.
Buona lettura!
Chiara
19/05/2003
Da non leggere
Salmo Responsoriale numero uno.
Tanto son sempre le solite cose. Noiose e inutili. E stavolta pure volgari.
Mi sono rotto completamente i coglioni di leggere i quotidiani. Tutti servi, più o meno consapevoli, di un qualche potere.
Mi sono rotto completamente i coglioni di incazzarmi tutti i santi giorni per un qualche stupido motivo legato alla politica.
Mi sono rotto completamente i coglioni di vedere il novanta per cento delle persone fregarsene altamente dei motivi per cui io mi incazzo.
Mi sono rotto completamente i coglioni di fare il comprensivo e riconoscere che il novanta per cento delle persone prima di tutto è giusto che pensino alle bollette da pagare.
Mi sono rotto completamente i coglioni di piegare tutti i giorni la testa di fronte al realismo.
Mi sono rotto completamente i coglioni di accettare l'idea che cento persone con un miliardo di monete valgono di piu' che un miliardo di persone con cento monete.
Mi sono rotto completamente i coglioni anche di molte altre cose, ma per oggi mi pare abbastanza.
Manuele
19/05/2003
Sarah
Questo J. T. LeRoy non mi convinceva molto: sarà che forse mi faceva un po' invidia uno che ha due anni meno di me ed ha già scritto due, anzi tre, best seller, mentre io sto qui a giocherellare con un blog e a scribacchiare raccontini.
Forse mi dava anche un po' fastidio il "personaggio" che si è (che gli hanno) voluto costruire: lui non si fa vedere, gira mezzo mascherato, ha una storia alle spalle abbastanza "disastrata" (a quanto pare è prerogativa, o "privilegio", di questi enfant prodige)... Però ovunque sentivo voci entusiaste sul suo modo di scrivere, ed alla fine mi sono comprata Sarah, il suo primo romanzo.
Sulla quarta di copertina viene riportata questa affermazione del "New York Times Book Review": "Un romanzo di formazione che suona come una favola perversa, un'Alice nel paese della meraviglie in acido", definizione che mi era piaciuta prima di leggere il libro e che ora trovo anche felicemente azzeccata. Secondo me il romanzo è scritto bene: uno stile asciutto e "concreto", spesso compiaciuto di trovate originali e di similitudini insolite.
La voce narrante è quella del protagonista, ragazzino cresciuto con la madre che fa la "lucertola da parcheggio", la prostituta, in Virginia, e che lui desidera emulare, usando persino il suo nome, Sarah, come "nome d'arte". Allontanandosi dal suo mondo e dalla sua "famiglia allargata" di prostitute, camionisti e un pappone-sciamano, inizia un viaggio che lo conduce in una realtà "infernale", popolata di personaggi ambigui e spietati, e fatta di situazioni grottesche, magiche, dolorose.
Un vero percorso di formazione: violento, e che in realtà non porta ad una vera salvezza, forse alla consapevolezza di una identità però sì, e di una esigenza, di una ferita profonda causata dalla mancanza dell'affetto e delle attenzioni della madre.
Da leggere.
Chiara
18/05/2003
In fiera!
L’ultima volta che siamo stati alla Fiera del libro di Torino è stato tre anni fa. E rispetto ad allora devo dire che l’ho trovata, ieri, molto più piacevole: più vivace, colorata e meglio organizzata. Abbiamo comprato anche qualche librino. E seguito un paio di dibattiti carini. Vi racconto qualcosa e trascrivo alcune delle impressioni ricevute.
Arrivati dopo quasi quattro ore di viaggio (anche dovute a ben tre soste ad Autogrill, per andare in bagno, io, e per bere caffè, Manuele), riusciamo miracolosamente a parcheggiare molto vicino e non a pagamento.
Prima ancora di entrare comperiamo da un senegalese un libro intitolato Luna Park Rwanda di Roberto “Ciko” Mauri, Edizioni dell’Arco, l’autore, ci dice il ragazzo, è stato là come infermiere ed ha lavorato soprattutto con i bambini: io mi lascio convincere a comperare il volume in special modo dal fatto che lui mi chiama “Miss Mondo” e che riconosce il nostro accento toscano, complimentandosi.
Entrati in fiera ci imbattiamo subito uno dopo l’altro in Giorgio Forattini, che non ci piace molto, e in Giorgio Faletti, che invece sì.
Prendiamo un programma alla reception ed andiamo a studiarlo nel bello spazio della Biblioteca di Torino, che si trova subito all’ingresso (dove usufruiamo anche per un po’ della connessione a internet gratuita). Decidiamo di seguire un convegno organizzato dal CICAP, intitolato “Paranormale? Ne abbiamo viste di tutti i colori!”, che troviamo molto divertente.
Facciamo poi finalmente il lungo giro per gli stand.
Ci piace commentarli e notarne l’efficienza o meno, e la diversa immagine che offrono delle rispettive case editrici: dal bel parquet di classe della Treccani allo stand giovane e rumoroso della Minimum Fax , da quello austero e inutilmente spazioso della Scuola Holden a quello accattivante e “ruffiano” dei Lupetti, da quelli stretti e calorosi a quelli giganti delle maggiori, che sembrano le sezioni librerie degli ipermercati.
Comunque, compriamo, in ordine:
- Flannery O’Connor, La saggezza nel sangue, Garzanti.
- John Pilger, I nuovi padroni del mondo, Fandango.
- Laura Pugno, Sleepwalking. Tredici racconti visionari, Sironi.
- Marco Drago, Cronache da chissà dove, Minimum Fax.
Alle 18 rimaniamo delusi per l’annullamento del convegno su “Cultura e movimenti”, organizzato da Micromega e riusciamo a seguire l’ultima parte di quello intitolato “L’America e gli altri”, in particolare l’intervento di Jean Ziegler. Girottoliamo ancora un po’ per gli stand e poi seguiamo un interessante dibattito su “Musica e Internet”, dove un’avvocatessa esperta in copyright ci spiega cosa si può rischiare violando la nuova legge sul diritto d’autore (per noi utenti i rischi sono minimi, gli stessi di quando duplicavamo le musicassette), e dove intervengono oltre a Re della "Fondazione ENI Enrico Mattei", organizzatrice dell’evento, Gabriele Ferraris di “Torino Sette” (che ci è piaciuto subito tantissimo!), Mao, e Andre dei Monovox.
L’idea poi era quella di seguire almeno uno dei due eventi serali: l’incontro con la Littizzetto in Sala Gialla o quello con Zelig Tour nel Palalibro, ma ci scoraggiamo dalle rispettive file agli ingressi.
Ci rimettiamo in viaggio e siamo a casa dopo circa quattro ore, e le solite tre soste (per bagno e caffè doppi).
Chiara
18/05/2003
Una sera con Santoro
Venerdì sera siamo stati a San Miniato, in piazza Dante Alighieri, dove parlava Michele Santoro.
Una bella cornice, quella del mio paese, un borgo medievale incantevole, in una serata di quasi estate; ed eravamo in tanti, nonostante la scarsa pubblicità che avevano fatto all’evento.
Il signor Santoro ha parlato di tante cose: di televisione, soprattutto, di giornalismo, di Berlusconi, dei movimenti, della vera informazione che oramai si trova su canali alternativi, come internet, dei giovani e del futuro.
Di tutto quello che ha detto una cosa mi ha colpita particolarmente: è stato molto in giro per l’Italia, da quando non lavora più in televisione, ed ha avuto contatti con la “gente vera”, anche quella che vive nelle periferie e nelle province, ed è stato anche nei centri sociali, dove, ha detto, a dispetto degli stereotipi, ha trovato giovani di un’intelligenza acuta e di una passione politica fervida, allo stesso modo anche fuori ha visto tanti ragazzi con la voglia di fare, intervenire, discutere, e con una chiara consapevolezza di cosa accade nel mondo.
Non so bene perché, di tutte le cose interessanti che ha raccontato, proprio questa mi ha colpito e commosso: forse, perché troppo spesso sento dire il contrario, anche da tante persone a me vicine, e la cosa mi ferisce abbastanza.
Chiara
16/05/2003
Ghost Ship
La cosa più bella di questo film , anzi l'unica cosa davvero bella è: arrivare un po' prima dello spettacolo, diciamo una mezz'oretta (ovviamente non deve essere il primo spettacolo della giornata), entrare in sala in tempo per vedere almeno un po' dei titoli di coda: bianco su nero e musica heavy metal di quello cattivello.
Poi vedi la gente che se ne va e quella che arriva, le luci accese, la musica di intrattenimento (ogni cinema ha la sua preferita, che in genere è commerciale, i cinema più sofisticati poi hanno una scelta di canzoni a seconda del genere del film e dell'orario... ma sono i cinema di città, non quelli di provincia come quello dove abbiamo visto noi questo film), se hai il pop corn o le mandorle dolci cominci a smangiucchiarle un po' (ma non tanto, che sennò che mangi durante la visione?!?).
Poi si spengono le luci e comincia la pubblicità. Dopo ci sono i trailer (noi per esempio non riusciamo a soffrire quelli che praticamente ti raccontano tutto il film: di questi tempi ne girano due particolarmente fastidiosi, Come farsi lasciare in dieci giorni e Una vita quasi perfetta, entrambi già abbiamo deciso che non li vedremo mai).
Alla fine comincia: l'icona della Warner Bros di quelle vecchissime anni cinquanta, parte la musica, Senza fine di Gino Paoli cantata da una voce femminile, le immagini di questo favoloso transatlantico, i passeggeri eleganti, che ballano, i titoli in rosa shoking come fosse una commedia romantica... E poi tutto il resto, che è un normale film horror.
Ma la cosa bella è proprio in quell'incipit davvero fantastico, e nel contrasto tra quello e il ricordo che a noi era rimasto dei titoli di coda (fortuna che l'avevamo visti, il cinema è uno dei pochi posti per altro dove arriviamo di solito in perfetto orario, spesso in anticipo)... insomma un effetto esilarante e sorprendente insieme che ci ha davvero divertiti. E a parte questo, sul film ci pare non ci sia davvero altro da segnalare.
Chiara
14/05/2003
Siamo brutte creature
Beppe Giuliano mi fa questa bella sorpresa qua - Grazie tesoro :).
Io vi invito, oltre che a seguire il suo blog, a leggere il suo Paesaggio americano e i suoi racconti su :.DocBlog (il primo, Pronto per partire, sarà on-line il 18 di questo mese).
Ah, e sempre su :.DocBlog, domani potrete leggere il mio raccontino Un nodo al fazzoletto.
Chiara