29/06/2003
Fanzone
Stanotte, verso l’una, a Marea, finalmente, parte l’evento che io attendevo da tutta la settimana: la “Fanzone”, il mitico incontro col fantomatico fanzinologo Gianluca Umiliacchi.
Il tipo già nella mia fantasia aveva assunto negli scorsi giorni quasi i tratti della “leggenda”: lo immaginavo come uno che archivia tutte le fanzine d’Italia, che gira con un camper pieno di pubblicazioni, che ha le mani in pasta in tutta la cultura underground del mondo, che non prende mai superstrada e autostrada (questo me l’hanno riferito)…
Finalmente, stanotte, ho avuto modo di vederlo!
Ha parlato per circa mezz’ora di questo fenomeno sconosciuto ai più delle fanzine: ha raccontato di come in genere, quando ne parla, nessuno sappia cosa siano e sia costretto ad usare termini più “rassicuranti”, quali “rivista” e “giornalino”, quando in realtà non c’entrano niente. Ha fatta tutta la storia del fenomeno, dalla nascita, lo sviluppo, quello che erano e sono diventate. Ha fatti i distinguo, tra le riviste, i bollettini, i giornalini, e la fanzine, dietro la quale ci sta soprattutto la passione, il non fine di lucro, un percorso personale e individuale oppure di un gruppo di amici affiatati, una scelta di vita, la volontà di comunicare, fuori da tutti i canali precostituiti, quello che si è, quello che ci piace. Bello! Ha parlato per circa mezz’ora, anche se a me ha fatto l’impressione di ripetere più o meno sempre le stesse cose.
E dopo un po’, a Manuele è venuto il dubbio (conoscendo anche i ragazzi de “La Stanza”, l'associazione di pazzi che aveva organizzato l'evento) che si trattasse di una mezza burla, e che questo “fanzinaro” non fosse altro che un loro amico di Rigliano cui avessero chiesto di far la parte, per divertirsi un po’.
Ma io non ci credo: questo Umiliacchi per me è un grande, incontrastata icona di tutto ciò che è “fuori”, che è “underground”, che è “vero”, genuino, pieno di passione.
Io questo Umiliacchi lo adoro!
Alla fine dell’evento, in più, sulla Buca s’è abbattuto l’atteso, sospirato acquazzone, quasi un miracolo: che sia stato merito delle buone vibrazioni?
Chiara
27/06/2003
L'ultima fuga di Giuseppe Pontiggia
Giuseppe Pontiggia era tra gli scrittori viventi secondo me il migliore: aveva un modo di scrivere, diretto e forte, che io adoravo.
Ti faceva vedere le cose, anche le più spiacevoli, anche le più "cattive", con una sobrietà e una leggerezza rare, come nel suo romanzo "Nati due volte", premio Campiello 2001, in cui descriveva il rapporto di un padre col figlio disabile, denunciando anche realtà sociali gravi e tristi, e lo faceva con naturalezza, con verità, e a tratti anche con gioia.
Giuseppe Pontiggia è morto questa mattina, per un arresto cardiaco. Io lo ringrazio, per tutto quello che ha scritto, per
come era, per quanto lo ricorderò.
G. Pontiggia 1934 - 2003
Chiara
26/06/2003
Di ritorno da Kabul
Ieri sera, io, Gisella e Manuele parlavamo con Cino Bendinelli, medico Emergency da poco rientrato da Kabul, che a Marea partecipava proiettando e descrivendo diapositive di bimbi, molti dei quali bellissimi, curati da loro: molte di queste li ritraevano feriti straziati e sfregiati.
Lui, gran bella persona e molto simpatico.
Una cosa mi ha colpito particolarmente, oltre all’accento viareggino, al fatto che chiedeva sigarette in giro (un medico!), alla sua passione per la buona birra (la Slalom, una delle migliori in assoluto!) e alla sua invidiabile abbronzatura. Mi è piaciuta la calma e la soddisfazione con cui parlava del suo lavoro e della sua vita di ora, e per contrasto di come ricordava gli anni dell’università e della specializzazione a Pisa, l’ambiente opprimente e “sgomitante”, il poco tempo libero, la voglia che aveva di andar via, di far qualcosa che fosse “vero”.
Da subito ha capito che era quello che lui voleva fare, quello che fa ora, prima ancora che sapesse dell’esistenza di Emergency, prima che questa stessa venisse fondata. E questo tipo di consapevolezza, questa sicurezza, la tranquillità, il coraggio di scegliere, è ciò che io invidio a queste persone splendide, è una cosa che a me manca, e che vorrei.
Gisella ha quest’anno gli esami di maturità: dovrà poi scegliere cosa fare, mi ha detto che fare il medico, e il medico di guerra, sarebbe una delle cose che amerebbe di più.
Io non so se lo farà davvero, anche se sarebbe in grado secondo me, considerando com'è ora lei, se non cambierà. E glielo auguro.
Chiara
p.s. qui l'intervista completa, trascritta da Manuele.
25/06/2003
Ecco l'intervista a Elio di Elio e le storie tese
Cosa ne pensi del rapporto che lega la musica ad Internet?
La musica e internet?
Sì, ci riferiamo soprattutto alla questione degli Mp3, del download gratuito.
Beh, penso che possa essere utile. Internet è senz'altro il futuro, ma attualmente per quelli come noi è principalmente una grande inculata.
Una grande inculata?
Sì, proprio un'inculata, scrivi proprio così.
Va bene, ma cosa vuoi dire?
Perchè piuttosto che comprarsi l'album i ragazzi se lo scaricano: nessuno ha piacere a lavorare gratis! Stai due anni a lavorare dietro ad un album... ripeto, è un mezzo potentissimo, solo che va regolamentato.
Ma poi magari ai concerti fate il pieno...
Ma tanto la gente verrebbe lo stesso, non lo fa perché si scarica il CD Ehm... tu sei di qua?
Sì, sono di Fucecchio, perché?
Ma Indro Montanelli è seppellito qua da voi?
Sì, credo al cimitero comunale...
Perché se ho tempo vorrei fare un salto, mi sai dire come ci si arriva?
E' semplice... al semaforo che vedi là a destra, poi prendi le indicazioni per Monsummano...
Manuele
24/06/2003
Elio e le storie tese a Marea...
L'intervista con Elio e' stata interessante e spero di pubblicarla su questo blog il prima possibile.
Sono rimasto favorevolmente colpito quando mi ha chiesto, a me Fucecchiese, di indicargli il luogo dove teniamo le ceneri di Indro Montanelli, il più celebre dei miei concittadini, di cui sicuramente prima o poi parlerò.
Manuele
24/06/2003
Da ora al 7 luglio...
... questo Blog con tutta probabilità verrà aggiornato più raramente.
La colpa è di questa cosa qua che si chiama Marea:
E' un impegno che coinvolge sia me che Chiara.
Interessante quanto volete, ma ci lascia veramente poco tempo per tutto il resto.
Manuele
23/06/2003
Ultimo fine settimana
Be', che dire.
La foto scattata da Manuele è quel che basta.
Quanto mi fanno male i piedi e la spalla destra, questo non sono in grado di raccontarlo: nemmeno riuscivo a dormire stanotte, eppure ero stanca come quasi mai prima in vita mia. Però divertiti ci siamo divertiti.
Chiara
23/06/2003
Per ora metto solo la foto...
E' giusto che sia Chiara a parlare del suo ultimo fine settimana.
Manuele
21/06/2003
Il gatto e la volpe
Esiste un mercato, piuttosto redditizio credo, se lo si sa sfruttare bene, che è il mercato dei sogni.
Ci sono persone che hanno dei talenti, o pensano e sperano di averne, che vorrebbero aver successo, nel mondo dello spettacolo, o diventare scrittori famosi.
E poi ci sono quelli che di questi sogni fanno moneta ad arricchire le loro tasche: procacciatori, agenzie, case editrici… servizi a pagamento, promesse, speranze, e poi nessun risultato, a parte il portafogli meno pesante, i sogni infranti e una grande sfiducia nel genere umano. Non parlo qui di quelle agenzie e case editrici che svolgono un lavoro serio e onesto, ce ne sono, ma di quelle che se ne stanno nei “sottoboschi”, che non sono nessuno e vantano conoscenze di qua e di là, esperienza, risorse ecc… Quelli insomma che semplicemente vogliono i tuoi soldi, e non hanno nessun mezzo, e nemmeno voglia di far qualcosa di serio della tua arte.
A me piace scrivere, lo faccio da sempre, da qualche anno ho trovato spazi on-line, siti che fanno pubblicare gratuitamente e liberamente, che permettono un’interazione tra gli iscritti a mezzo di commenti, consigli, pareri. Ho fatto esperienze molto belle, sono migliorata nella scrittura, ho fatto amicizie.
Ovviamente mi piacerebbe uscire dalla rete ed essere pubblicata, in un libro vero, di carta, essere comperata nelle librerie, recensita dai giornali, raggiungere il grande pubblico ecc. Ovviamente, chi ama scrivere è questo che desidera, tutti lo sappiamo.
Ora, da quando frequento questi luoghi virtuali il mio indirizzo e-mail è diventato di dominio pubblico, e questo ha significato persone che mi scrivono per fare amicizia, o per farmi i complimenti, ma purtroppo anche spamming. Hanno cominciato ad arrivarmi messaggi di presunte case editrici che dicevano di aver letto i miei testi, di essere interessate al mio lavoro, di volermi pubblicare. Dicevano di essere editori, ma io non li avevo mai sentiti, in giro i loro libri non li avevo mai visti. Diffidente per natura, preferivo ignorare queste proposte, che mi sapevano di fregatura.
Poi una volta per curiosità risposi ad uno di questi: la case editrice Tale di Roma. Chiesi informazioni. Ricevetti indicazioni un po’ vaghe, l’invito a dare il mio indirizzo di casa e il mio numero di telefono. Dopo diversi scambi, venne fuori che per pubblicare in una delle loro collane era necessario pagare, o meglio si dovevano acquistare anticipatamente duecento copie (sulle cinquecento che loro ti pubblicavano) a prezzo di copertina (10 € per un volumetto di 100 pagine), che si potevano poi rivendere a nostro piacimento a chi volevamo… e io a chi avrei dovuto piazzarli 200 libri, una volta esaurita la cerchia di parenti e amici?
Naturalmente, salutai questi, che per ancora un po’ continuarono a contattarmi senza che io rispondessi, poi non si fecero più sentire.
Di storie simili alla mia, e di molto peggio, ne ho sentite tantissime: io per fortuna non ho perso né soldi né speranze, ma altri non sono stati altrettanto fortunati.
La casa editrice Stampa Alternativa (quella dei "millelire") ha da qualche mese promosso un’iniziativa chiamata “Libri Puliti”, proprio allo scopo di smascherare queste bufale, e di intentare cause e ottenere risarcimenti (sul loro sito si possono leggere tutte le vicende che ne sono seguite), raggiungendo anche qualche buon risultato.
Iniziativa lodevole, secondo me, che non servirà a debellare completamente il fenomeno, ma almeno a smuovere un po’ le acque.
Ieri, per caso, ho trovato un annuncio pubblicitario riguardo una “agenzia letteraria” a San Miniato, qui dove abito io: non ne avevo mai sentito parlare, e incuriosita sono andata a visitare il loro sito internet. Sito carino: presentazione, progetto, profili simpatici dei tre valenti promotori dell’iniziativa. Poi una pagina dedicata ai “servizi”: lettura dattiloscritti, rilettura, editing, promozione presso case editrici ecc., e poi un “listino prezzi”: 200 € per la lettura del dattiloscritto e il parere tecnico, 100 € per la rilettura, a preventivo tutto il resto.
Ora, non voglio pensar male: ancora non ho conosciuto nessuno che si è servito da loro. Probabilmente avranno anche competenze, avranno contatti, saranno in buona fede… Se si fanno pagare è perché svolgono un lavoro: offrono del loro tempo, prestano un servizio.
E’ pur sempre un business, lo so, anche se di sogni, ma è di business che si tratta.
Chiara
20/06/2003
Il più crudele dei mesi
Mia mamma continua a dirmi che devo andare al mare, in piscina, che devo prendere un po' di sole perché son bianca spiritata, che non posso andare così al matrimonio della cugina del 5 luglio, specie con quel vestitino chiaro chiaro che ho comperato, perché i parenti penserebbero che son sortita fuori dalle catacombe sotterranee della chiesa.
Ora, non è che a me il mare piaccia poi così tanto, soprattutto il mettermi in costume, e le file in superstrada, ma pure ci andrei volentieri. In piscina anche, e forse più volentieri ancora.
Ma è che siamo in giugno: il mese della fine dei vecchi cicli e dell'inizio dei nuovi, il mese delle feste paesane e degli esami, da due anni a questa parte poi il mese del caldo record.
Ecco è giugno, a mio parere, il più crudele dei mesi, altro che.
E in questo periodo io non ce la faccio a respirare tra le mille cose che dovrei fare, quelle a cui rinuncio, quelle che faccio con piacere, e quelle invece a fatica. Sinceramente quando mi impongo un'ora di far niente l'unica cosa che davvero amo è star sdaiata sul letto col ventilatore "Vortice" a un metro. Nientaltro. Il mare, la piscina, li lascio ai fortunati che hanno un vero lavoro stipendiato con riposo nel week-end, bambini da far divertire, oppure vacanze dalla scuola, o pensionamento e nipotini. Io farò la mummia in giro, per buona parte di questa estate. Ecco.
Chiara
19/06/2003
Revival anni '90, cena con i compagni del Liceo
Ieri sera ho cenato con alcuni compagni della mia vecchia classe al liceo.
Ne facciamo molto spesso, di questi incontri: almeno tre o quattro l'anno. E tutte le volte, quando finisce la serata, pensiamo subito una data indicativa per la cena successiva... che bello...
Partimmo in ventisette in prima, ma gli ultimi tre anni li facemmo in sedici. Eravamo pochi in classe. Forse è per quello che siamo rimasti molto in contatto dal '96 ad oggi.
Naturalmente non tutti, anche noi certo avevamo, al nostro interno, simpatie ed antipatie. Alcuni infatti si sono progressivamente (o bruscamente) tirati fuori dai nostri "revival", come era normale, ma uno "zoccolo duro" continua imperterrito a gradire questi incontri, e la cosa mi inorgoglisce.
E' un rapporto particolare, quello con i compagni di classe, perchè sono persone che ti conoscono. Persone che ti conoscono davvero! Persone che anche se non le frequenti per due anni sanno subito riconoscere dal tuo tono di voce il tuo stato d'animo. Sono persone che sanno qual è il tuo modo di pensare, di sorridere, di vivere.
Sì, certo, tutti noi siamo cambiati in questi sette anni, perchè comunque a tutti la vita è continuata, in un modo o nell'altro. Alcuni si sono laureati, altri lavorano, altri continuano a studiare, ma queste sono sottigliezze. Quando ci ritroviamo bastano due minuti per ristabilire lo stesso identico livello di confidenza di un tempo. Quando ci troviamo tornano come se niente fosse i vecchi soprannomi e i vecchi motivi di scherno.
Il Liceo è naturalmente un periodo particolare, nel quale i rapporti tra i singoli compagni cambiano con una frequenza impressionante. Le stesse persone in cinque anni ti sono state sulle palle, ti sono state amiche, le hai amate, le hai odiate, le hai ignorate... In tanti episodi hai subito torti, in tanti altri non hai mai chiesto scusa. E quando li rivedi, i tuoi compagni, per un istante vorresti chieder loro "scusa", ma sai che sarebbe stupido e non lo fai.
Molti dei vecchi compagni di classe li considero miei amici. E quando li rivedo sono felice.
Manuele
18/06/2003
Lentissimamente
"Il cielo nero era puntellato da lunghe strisce d'argento simili a impalcature, e sul retro, a una profondità sterminata, c'erano migliaia di stelle che sembravano muoversi tutte lentissimamente come se fossero assegnate a un'immensa opera di costruzione che abbracciava l'ordine intero dell'universo e che avrebbe impiegato tutto il tempo per completarla. Nessuno prestava attenzione al cielo."
da Flannery O'Connor, La saggezza nel sangue
(sto facendo fuori uno dietro l'altro, lentissimamente, i libri comprati in fiera)
Chiara
18/06/2003
A proposito di photoblog
Io questo posto qua lo adoro!
Grazie ad Antonio che me l'ha fatto conoscere.
Chiara
p.s. è meglio photoblog? o così come preferisce Manuele foto-blog? mah :)
17/06/2003
Un, due, tre...
E da domani... esami! Quelli di maturità. Quelli che ci sono una volta per tutte e una sola volta nella vita, quelli che poi sei finalmente grande, quelli che poi devi scegliere, quelli che poi intanto ti godi l'ultima tua vera vacanza, quelli che insomma insomma una volta passati ti rendi conto che oggi è come ieri e che domani ti fa solo paura. Quelli che ora son diversi da quando li ho dati io: commissione interna, tutte le materie. Non so se sia meglio o peggio. Certo ci saranno sia vantaggi che svantaggi.
Io della mia maturità non ho ricordi tanto belli. Capita. Invidio invece quei fortunati che li hanno.
E a tutti i maturandi di quest'anno auguro di conservarne di splendidi... soprattutto a Gisella e Gianluca, e non se ne abbiano gli altri che non conosco.
Chiara
17/06/2003
E' un imprevisto percorso romano, tutto svolto negli "interni", filtrati attraverso occhi che sanno vedere diritti e rovesci, e trarre delicate riflessioni sul tempo, sulle persone, sulle diversità, sull'ignoranza che allontana e avvilisce. Io l'ho trovato molto bello.
Chiara
14/06/2003
Due giorni di fuochi
Volevo scrivere un post a proposito di questi miei due giorni , ma non è cosa facile, trovare la forma e la lunghezza giuste, e le parole e il ritmo che non annoi, trovare un episodio da raccontare che abbia un senso per farvi capire cosa è accaduto qui, a San Miniato, in queste due sere, e nelle ore delle mattine e dei pomeriggi in cui ci sono stati i preparativi (gli ultimi, che da mesi c'era chi organizzava, e faceva telefonate, e chiedeva permessi...).
Insomma, non so come parlare della stanchezza che ancora mi porto nelle gambe, dei banchini delle associazioni, dei mercatini di beneficienza, della telecamera che ieri sera mi son portata a presso e che non avevo mai usato prima e non so capacitarmi che razza di filmato avrò fatto (per la documentazione ufficiale del comune, oltre tutto), dei giocolieri, degli djembè, dei trampolieri, delle band di amici e amici degli amici, del rock, del pop, del metal, della macchina organizzativa (quella di questo tipo di manifestazioni, che è più complicata da capire che di una telecamera e più imperfetta e più meravigliosa), delle foto, della creta, dei cartelloni, delle bandiere colorate, delle parole di pace, delle canzoni di guerre passate, delle pizze, del caldo, dei palloncini, dei bimbi, degli ex compagni di scuola, dei cortometraggi, delle stradette del borgo medievale che sanno di bucato fresco alla mattina e di citronella la sera, di internet che non c'era... e di quanto accidenti pesano i pannelli di carton gesso...
Allora, lascio tutto così: a che lo possiate immaginare.
Chiara
14/06/2003
Blog e fotoblog...
Ultimamente mi è capitata tra le mani una macchina fotografica digitale.
Chiara naturalmente aveva già pensato alla sua utilità in chiave-blog, parlandomi dei fotoblog.
Contestualizziamo.
Tarda mattinata, caldo incredibile, piazza di Santa Croce sull'Arno, vicino al Bar Renata (di cui parlerò, prima o poi). La mia voce, calma e composta, quella di Chiara assordante, acuta e nervosa (anche di questa cosa prima o poi dovrò parlare).
Naturalmente quando Chiara è nervosa, io mi diverto.
Ecco qualche stralcio della discussione, per come me la ricordo io.
C: Anche Sil, oltre al suo blog, ha un bel fotoblog!
M: Si, ma chi se ne frega! Ancora non ho capito a che serve... (la stuzzicavo)
C: E' un blog dove non si scrive, ma si pubblicano immagini e foto! (gia' ben oltre la soglia d'attenzione del nervosismo)
M: E allora?
C: E allora cosa???
M: Sempre un blog e', no?
C: E io che ti ho detto? (pausa, una ventina di secondi)
M: A me pare una minchiata.
C: Cosa?
M: Il fotoblog, è una minchiata. Uno ha un blog, e quando ha voglia di pubblicare una foto se la pubblica
C: Ma se uno ha la passione delle foto e vuol fare una cosa a sé?
M: Si si... è una minchiata. (sempre più divertito)
C: Vabbé, vai in culo, ok? (apice del nervosismo)
M: Scriverò di questa discussione su diciassettepollici
C: Fai cosa vuoi
Finita la discussione sulla soglia del bar, siamo entrati e Chiara mi ha pagato il caffé.
Con questo post inauguro la sezione "Foto-blog" del nostro sito.
Manuele
11/06/2003
Addio, Old Beatle!
A quanto pare entro l'estate l'ultima catena di montaggio che ancora produceva il Maggiolino chiuderà. Io nemmeno sapevo ne esistesse ancora una. Eppure...
Qui l'articolo del "Corriere", un paio di link carini e... il sondaggione: vota la tua auto cult! La rosa: Fiat 500, Volkswagen Maggiolone, Citroen 2Cv, Mini Minor...
Eh, è dura, lo so :)
Chiara
11/06/2003
Per caso
Io molte cose belle e interessanti le ho trovate per caso, senza che le cercassi, mi sono capitate. Anche quelle brutte. Credo sia così per tutti. E' una delle certezze della vita.
E' anche una delle certezze di internet, dove girando, più o meno a proposito, ci si trova in posti di cui nemmeno si immaginava l'esistenza. Ed accadono cose curiose.
Così ieri F. che cercava il testo di una canzone, con Google immagino, o con uno strumento analogo, ha invece trovato questo mio racconto, e il mio indirizzo e-mail, a cui ha scritto per complimentarsi, e farmi montare un po' la testa.
Per caso.
Chiara
10/06/2003
Referendum, una volta tanto parliamo di cose serie...
Se avete intenzione di confondervi ancora di più le idee, questo è il post che fa per voi, perchè di certezze qua non ne troverete. Però vorrei scrivere sui due referendum di domenica prossima. Quello sull'articolo 18 e quello sugli elettrodotti.
Premessa (che si può tranquillamente saltare):
io adoro l'istituzione referendaria. E' uno dei pochissimi strumenti che la popolazione ha di ribellarsi alla classica dittatura dei partiti che ogni "democrazia matura" mette in atto. Perchè diciamoci la verità, quando in Italia Ds e Fi trovano qualche argomento che li mette d'accordo, questo è da considerarsi "legge", cosa fatta. Senza diritto di replica (stiamo parlando di una cinquantina di persone che decidono potenzialmente le sorti per cinquanta milioni di persone). Io addirittura sarei per potenziare l'istituto del referendum e per abbattere il vincolo del quorum (troppo facile sommarsi agli astensionisti, andate a votare NO se siete dei democratici convinti!)
Per questo motivo infatti ho rispettato moltissimo la presa di posizione dei radicali, che hanno ribadito il loro doppio NO, invitando comunque la gente a presentarsi alle urne.
Art. 18 Io non so voi, ma questo referendum mi fa perdere il sonno! E' la prima volta che mi ritrovo a votare senza avere la benchè minima percezione su cosa è "giusto" e cosa è "sbagliato".
Il problema è che è stato alzato un ENORME polverone per un aspetto del tutto marginale della difficile situazione del lavoro in Italia.
Per esempio, esistono decine di migliaia di cosiddetti lavoratori atipici, di contratti sballati che privano il lavoratore di OGNI diritto. Pensiamo ai Co.Co.Co. che sono oramai quasi un MUST per l'assunzione a basso costo nella pubblica amministrazione.
Questi si ritrovano senza mutua, senza ferie pagate, senza nessun regolamento. Sono impiegati pubblici che teoricamente possono lavorare anni e poi essere sbattuti fuori al primo schiocco di dita.
Questo referendum non riguarda i contratti atipici. Questo referendum interviene sui diritti di una tipologia di lavoratore che già ne ha molti. Questo referendum interviene su una classe di lavoratori che ha già le ferie pagate, ha già la mutua, ha già la cassa integrazione, ha già perfino il RISARCIMENTO IN CASO DI LICENZIAMENTO SENZA GIUSTA CAUSA.
E, considerando che la reintegrazione nel posto di lavoro nelle aziende con più di 15 dipendenti è uno strumento che negli anni si è dimostrato molto più teorico che pratico, immagino che nelle aziende più piccole questo si riveli perfettamente inutile, perché l'azienda piccola si basa molto sul rapporto personale. Chi si farebbe reintegrare nel posto di lavoro da un giudice sapendo che lo aspetta un ambiente teso, ostile e un contatto giornaliero col proprio principale? Per questo andrei a votare e voterei NO.
Ma poi nel mio cervellino arrivano pure i semplici motivi che mi spingerebbero a dire SI: se questo referendum è tanto inutile, perchè non farlo diventare un qualcosa comunque più garantista per il lavoratore? Se tanto è uno strumento destinato ad essere solo carta straccia, che male fa se lo facciamo diventare una carta straccia più favorevole ai lavoratori?
Insomma, la ragione mi spingerebbe solamente a prendere a calci Cofferati e Bertinotti, che ogni tanto mi sembrano degli scemi messi lì da Berlusconi per creare un diversivo per gli stupidi come me.
Alla fine è possibile che lasci scheda bianca (ma ripeto che andrò a votare!), anche se sono ancora molto molto indeciso. In ogni caso questo referendum mi provocherà:
1) Incazzatura verso Bertinotti e Cofferati, che urlano per le questioni inutili.
2) Incazzatura verso i DS che non hanno nemmeno i coglioni per dire no, altrimenti perderebbero il voto di qualche vecchio nostalgico...
3) Il dubbio che il mio voto possa coincidere con quello di Berlusconi (!)
Elettrodotti
Qua la questione immagino sia più complicata, perché ho notato che i "poteri forti" hanno paura a parlare di questo referendum.
Insomma, qua si vuole abrogare l'obbligo da parte di un proprietario terriero a concedere il proprio terreno a chi vuol installare antenne e tralicci elettrici.
Lasciamo stare tutta la diatriba sull'elettrosmog, non mi interessa. Qua il problema sta nella sacralità della proprietà privata, minacciata per fare un favore a... dei privati!
Una cosa è mettere a disposizione forzatamente il proprio terreno per favorire un'azienda PUBBLICA che propone un servizio di pubblica necessità, un'altra è esser obbligati a mettere a disposizione il proprio terreno per favorire un'azienda PRIVATA! Ma stiamo scherzando? Purtroppo però l'Enel, la Tim, la Vodafone sono soggetti troppo potenti per farseli nemici, e tutti i partiti si sono "scordati" di questo referendum, così è certo che non raggiungerà il quorum (perché certamente sarà così, purtroppo, accidenti a tutti i partiti antidemocratici) e quei piccoli uomini che guidano i grandi partiti nazionali potranno tirare un sospiro di sollievo.
E' naturale che per questo referendum non ho dubbi, e voterò certamente SI.
Altra incazzatura verso tutta la sinistra italiana... e stavolta anche nei confronti della destra, i "paladini" della libertà e della proprietà privata... pezzi di stronzi che non sono altro.
Scusate le volgarità, ma quando parlo di politica non conosco altri termini della lingua italiana che possano ben sostituire i seguenti: stronzo, imbecille, merdoso, figlio di puttana... ecc..
Vogliatemi quindi perdonare la mia povertà lessicale.
Manuele