Diciassette Pollici

31/10/2003

e{qui:libri}*blog


L'idea è di Ardesia e Monaco Errante : si tratta di una semplice newsletter, dedicata ai libri.
Io credo che di iniziative del genere non ce ne saranno mai abbastanza e che vadano di conseguenza incoraggiate.
In più il numero zero, ricevuto ieri, l'ho trovato piacevole e ben fatto.
Quindi mi sento di consigliarvela: qui per informazioni e per iscriversi.
Ah, e lo dico per i mie tre fan: nel numero zero ci sono anche due piccole recensioni scritte da me :)

Chiara
postato alle 12:15:07 1 Commento

29/10/2003

Johnny: questa è la storia


"La storia di un grande scrittore che di mestiere esportava vermouth, ex partigiano nelle Langhe, con un piccolo e fatale difetto: scarsa fiducia nella propria scrittura. Fenoglio era convinto di essere stato un buon partigiano e un mediocre scrittore (“di quart’ordine”, scrive), e aveva forse una fiducia eccessiva nei consigli degli editor."
Questa storia la racconta Leonardo qui e qui, e se non l'avete ancora fatto vi consiglio di leggerla. E di leggervi anche Il partigiano Johnny, in almeno una delle sue versioni: per me il più bel romanzo italiano del Novecento.
Fatevi questo enorme piacere, please.

Chiara
postato alle 21:30:08 3 Commenti

29/10/2003

La casa del sonno


copertina Ho letto questo libro di Jonathan Coe, regalo di Francesco (apro parentesi per dire che Francesco, oltre ad essere un amico caro, è anche uno scrittore che vale la pena leggere: qui una raccolta di suoi racconti e poesie).
Ci ho messo un bel po’ a finirlo, sia perché io non sono proprio quella che si dice una “divoratrice di pagine”, sia perché il romanzo è sì avvincente ma anche particolare, intenso, impegnativo, e non è certo una lettura da comodino per quando si è stanchi della giornata.
La “casa del sonno” è Ashdown, austera dimora, prima residenza universitaria, poi clinica psichiatrica dove si curano, appunto, i disturbi del sonno. Intorno, e tra i corridoi e le stanze di questa, si intrecciano le storie dei giovani protagonisti, prima studenti, abitanti della casa, poi adulti, ognuno per conto proprio, ma destinati a incontrarsi di nuovo. Alla base delle diverse storie c’è il sonno: sonno confuso, sregolato, abusato, desiderato, rifiutato, analizzato. E c’è l’amicizia, e un grande amore, un amore commovente, assoluto, estremo. Ma La casa del sonno è, nella storia, anche un libro, un volume che viene letto, in un altro luogo topico, il Cafè Valladon e in cui viene nascosta una poesia, perduta e poi ritrovata anni dopo. Coe è bravissimo nell’amalgamare e tenere insieme una gran quantità di materiale. Il livello della narrazione è sempre alto, non c’è mai un calo di tensione, si alternano momenti di drammaticità ad altri più leggeri o comici, e non è mai scontata. E' bravissimo nel gestire personaggi difficili e affascinanti, qui sviscerati fin nelle loro paure più profonde, fin nelle loro follie o traumi.
A me è piaciuto tantissimo e capisco, e condivido ora, quelli che dicono di Coe che è uno dei più interessanti romanzieri contemporanei.
E' piaciuto tantissimo fin dall'incipit, assolutamente folgorante, che potete trovare qui, insieme alla scheda del libro e a una buona recensione.

Chiara
postato alle 13:04:23 4 Commenti

26/10/2003

Irish Coffee time


Irish Coffee Ieri sera: primo Irish Coffee della stagione. Sintomo che oramai il freddo è irrimediabilmente arrivato. E iniziano così anche le nostre spedizioni del sabato sera al Black Swan , l'Irish Pub che fa in assoluto il miglior Irish Coffee da noi mai assaggiato.
Il Black Swan per noi è decisamente da quattro stelle (spiegheremo prima o poi questa faccenda delle stelle ai pub, promesso).
Dicevo, una "spedizione", perché per l'appunto non è che il Black Swan sia proprio dietro l'angolo, per noi: si deve fare una mezz'oretta di macchina, per arrivarci. Ma merita. E' un pub classico della filiera: arredamento in legno, gadget Guinness, un normalissimo pub irlandese. Quel che ha di particolare è l'orario di affluenza degli avventori: concentrato tra le undici e mezzanotte e mezzo, oltre questo orario si rischia di trovare il vero vuoto, e il posto a sedere al tavolino, altrimenti impossibile. Ieri sera infatti siamo arrivati alle undici e mezzo, e ci siamo seduti al bancone. Altra particolarità di questo pub è la gestione prettamente familiare, costituita da: i due padroni, Topo Gigio e Basettenzen (lascio intuire il perché dei nomi), le rispettive fidanzate, La Rossa e La Brutta (idem, come prima), coppia di anziani, genitori di uno dei due padroni, una addetta allo sparecchiamento tavolini, l'altro allo shakeraggio della panna per l'Irish Coffee.
Da quando prendiamo l'Irish Coffee al Black Swan (diversi anni) non siamo riusciti ancora a trovarne uno altrettanto buono: gli altri, o sono troppo forti, o troppo leggeri, o troppo caldi, o troppo freddi, o hanno la panna montata (orrore!), o te li servono con lo zucchero a parte (ri-orrore!), oppure chi lo fa non sa versare la panna e viene tutto un miscuglione con il resto, e non bello diviso come dev'essere.
Per noi il vero Irish Coffee è quello del Black Swan, e meglio se preso al bancone, di modo da poter seguire tutte le fasi della preparazione. E si deve fare anche molta attenzione a chiederlo esplicitamente o a Basettenzen o a Topo Gigio (e sperare che non ci sia il vecchio a shakerare), che solo loro lo sanno fare come si deve.
Comunque, noi ci abbiamo anche provato a casa nostra, a farlo secondo la ricetta Balck Swan, e modestamente il risultato è stato ottimo.

Ingredienti per 1 Irish Coffee:
- 1 Caffè espresso lungo;
- Jameson irish whiskey;
- Zucchero di canna;
- Panna fresca da montare.


Preparazione:
Riempire un quinto del bicchiere con il Jameson, preparare il caffè, abbastanza lungo da riempire due quinti del bicchiere, aggiungere tre cucchiaini di zucchero di canna, amalgamare il tutto utilizzando lo spruzzo del vapore della macchina per il caffè espresso, mettere la panna nello shaker, agitare quanto basta per farla diventare densa ma non troppo, versarla nel bicchiere fino all'orlo, frapponendo un cucchiaino girato al contrario per farla scorrere più piano. A piacere decorare con una spruzzata di cacao o con due chicchi di caffé.

Provate e poi diteci.

Chiara & Manuele
postato alle 13:43:46 11 Commenti

25/10/2003

Kill Bill, doverosa recensione

Premetto che è la PRIMA volta in almeno 12 anni di onorata carriera di spettatore di cinema che dò un 10 (dieci!) ad un film visto in sala.
Qualcuno forse si ricorderà del dieci a "La città incantata", ma quello era un delizioso film d'animazione. Una categoria a parte, insomma.
Potrei parlare di questo Kill Bill per ore e ore e riuscirei sempre a tirar fuori qualcosa di interessante, di non detto, anche alla milionesima parola.
Attenzione, però... non sarebbe merito mio, ma del genio che ha scritto e girato il film.
Fino a stasera consideravo Quentin Tarantino solo un grandissimo regista, ma ora questa espressione mi pare quasi riduttiva: Le Iene e Pulp fiction restano tra i miei film preferiti di sempre, certo, ma solo stasera, mentre mi godevo la perfezione, ho capito che questo uomo è un genio, un pazzo furioso, un visionario. Uno di quelli che stanno sempre a migliaia di anni luce più in là di tutti gli altri.
Mi piacerebbe fare un po' di Spoiler, ma non sarebbe giusto. La storia di per sé è molto semplice ma estremamente efficace.
Lo stile di narrazione è particolarissimo, complesso ma ugualmente immediato.
Gli accostamenti musicali alle varie scene sono sublimi.
I personaggi sono caricature, esagerati e per molti aspetti stereotipati. Attenzione però, dichiaratamente stereotipati. Il genio di Tarantino sta anche in questa scelta, perché con personaggi del genere ci si può "giocare": si possono costruire favolose scene epiche, fare delle caricature, delle esagerazioni e farle accettare al pubblico.
Fino ad arrivare in alcuni punti a delle iperboli assolutamente inverosimili dove il film necessariamente "esplode" in un bisogno di superare i limiti della macchina da presa e del realismo... (e qui mi fermo, che altrimenti rovino la sorpresa a qualcuno...)
Potrei continuare per ore e ore... che di spunti ce ne sarebbero ancora tantissimi, ma forse quel che ho detto è sufficiente per far venir voglia a chi ha letto di spendere 7 euro e 2 ore di vita.

Manuele

postato alle 03:27:29 22 Commenti

25/10/2003

Lo è davvero


IL suo capolavoro.

Chiara
postato alle 01:47:10 1 Commento

23/10/2003

Il racconto di cui dicevo è finito, e pubblicato di là, per chi volesse leggerlo e dirmi cosa ne pensa.

Chiara
postato alle 14:03:21 1 Commento

22/10/2003

Macchina nuova, sfiga vecchia...


Ieri mi telefona la concessionaria (dopo 5 mesi di silenzio quasi totale, se si eccettuano le mie telefonatine periodiche per incazzarmi un po') Naturalmente avevo il telefono spento e appena riacceso ho richiamato.
Personaggi: Katia, segretaria della concessionaria
Manuele, il sottoscritto
Sig. Poggianti: Proprietario della concessionaria.
P: Rosati e Poggianti buonasera!
M: Salve, sono Manuele
P: E io sono Poggianti...
M: ...Dai, quello della C3.
P: Ahm! E che ti presenti solo come Manuele? Come facevo a capire?
M: Beh, sono cinque mesi che telefono una volta a settimana... pensavo l'avessi capito...
P: Sai quanti clienti mi telefonano?
M: Vabbe', lascia stare. Ho ricevuto una vostra chiamata, ci sono novita'?
P: Spetta che guardo la pratica ...
...
P: Citroen, Citroen.... ecco qua! Si, ci sono delle novita'
M: Dimmele
P: Allora, abbiamo telefonato a quelli della Citroen Italia e ci hanno detto che il colore che hai scelto (Rosso Lucifer, cioe' bordò metallizzato, vedi foto nda) non è previsto in filiera produttiva prima di dicembre.
M: Come dicembre?
P: Si, dicembre.
M: E me lo dicono ora? Dopo cinque mesi e dopo 2 mesi di ritardo dal tempo di consegna previsto?
P: E che ci posso fare... Mi hanno detto che se hai fretta e la vuoi subito...
M: Certo che ho fretta!
P: ... devi scegliere tra il grigio e il blu metallizzato.
M: Ma sono impazziti? Aspetto cinque mesi e questi mi vogliono imporre il colore? Ma scusami, se volevo accontentarmi di un colore avrei cercato in tutto questo tempo una macchina pronta-consegna
P: Ti capisco, ma la situazione e' questa. Domattina richiama e dimmi cosa preferisci. La macchina subito o la macchina tra due mesi.
M: Ok, ma se mi impongono LORO il colore, non e' che ci scappa almeno uno sconto sul prezzo? Mi fanno pagare anche il supplemento metallizzato su un colore che non ho scelto?
P: Purtroppo non e' possibile, il mercato delle macchine non funziona cosi'.
M: Ma io mando in culo la Citroen, guarda un po'.
P: Ti capisco, anch'io farei cosi'
M: Senti, io domattina ti richiamo per dirti cosa ho deciso. Tu intanto cercami pronta-consegna una Fiesta 1.4. TDCI con climatizzatore e autoradio oppure una Punto 1.3 Multijet con gli stessi accessori.
P: Io ci provo
M: Ci risentiamo.
A questo punto le decisioni possibili erano 3
1. Accontentarsi del colore (nel caso grigio) E farci la figura del deficiente che attende 5 mesi per una macchina senza neppure aver potuto scegliere il colore
2. Attendere 3 mesi. La macchina rossa l'avrei ritirata a Gennaio (almeno recuperavo un anno di anzianita' della macchina). Sarebbe stata la soluzione migliore se non per il fatto che la mia vecchia macchina ha pesantemente bisogno di manutenzione. Ha 4 gomme lisce e in questo periodo piove un giorno sì e l'altro pure, ha qualche acciacco (e 230.000 km sul groppone) ed e' ultra-sottoposta a danni di usura. Quindi dovrei mettere soldi su una macchina che dò indietro. Senza considerare che l'altra settimana ho pure subìto un tamponamento e dando indietro ora la macchina non devo neppure star dietro a periti e assicurazioni varie.
3. Mandare a farsi fottere la Citroen e pensare ad un'altra macchina. In linea di principio sarebbe stato giusto, ma poi uno si chiede... "Oh stupido, per non accontentarsi di un colore ti sei accontentato di una macchina?"
Insomma, mi sarei sentito piu' deficiente del punto 1 e del punto 2 messi insieme.
Quindi stamattina richiamo:
K: Rosati e Poggianti buongiorno.
M: Ciao Katia sono Manuele
K: Ciao Manuele! (Lei almeno mi riconosce)
M: Senti, dopo quello che mi hanno detto ieri, ho deciso che prendo subito la C3 grigia. Mi scassa un po', ma non ho altra scelta.
K: Va bene!
M: Dimmi una cosa allora, quando la posso ritirare?
K: La Citroen me la mandera' oggi, stasera o domattina dovrebbe arrivare in concessionaria. Quindi giovedì.... tra immatricolazione e tutto... te la consegno Mercoledì prossimo.
M: Devo venir là a firmare qualcosa? No perchè ora sono a Perugia e volevo sapere come organizzarmi. E comunque potrei essere in concessionaria venerdì mattina.
K: Senti, devi venir qua a firmare i documenti per l'immatricolazione e l'intestazione... vieni venerdì mattina allora, ti aspetto.
M: E non c'e' proprio modo di averla per martedi'? Sai, dovrei tornare a Perugia poi, avrei lezione.
K: No, non credo proprio che ce la facciamo
M: Bah, allora la ritirero' giovedi', inutile che perda tutta la settimana di lezione...
K: Come vuoi, non ci sono problemi.
M: Va bene, a venerdì, ciao.
La sera poi chiamo il numero verde, il cosiddetto Custmer Care della Citroen, per sapere fino a che livello il mio concessionario mi avesse detto la verità.
Insomma, diciamo che sostanzialmente non cambia niente, però non è la Citroen che ha fatto la proposta di scambio, ma quelli del concessionario.
Insomma, il concessionario deve aver ordinato in passato delle C3 simili alla mia, per vendita o magari per esposizione e dopo che sono venuti a sapere che la mia sarebbe arrivata minimo a dicembre, mi hanno proposto lo scambio. Chissà cosa gli cambiava a loro dirmi tutta la verità...

Manuele
postato alle 19:27:09 8 Commenti

22/10/2003

Nuova stella del Rap


Lo diventerà di sicuro la giudice Deborah Servitto, autrice della canzone con cui è stato assolto Eminem, sentenza rap nella quale spiccano gli immortali versi: "Ogni persona di buon senso può chiaramente vedere / che le canzoni possono solo essere esagerazioni".
Insomma, come dire: "sono solo canzonette". E tutto è bene quel che finisce bene, of course.

Chiara
postato alle 13:13:05 Commenta:

21/10/2003

Invidia


Trovo su Pagine di Iaia la segnalazione di questo blog .
Lo confesso: ho la manualità di un armadio a due ante, e vedere queste cose qua mi riempie sempre di invidia pura.

Chiara
postato alle 11:37:59 3 Commenti

18/10/2003

Abituiamoci ai pantaloni


Non so a voialtre, ma a me la pubblicità di Tv di Fastweb, quella con lo spermatozoo che si arrampica su per il tacco della bionda, ha messo una gran paura di girare per strada in minigonna.

Chiara
postato alle 13:54:51 9 Commenti

17/10/2003

S.O.S. Matrimonio


Sto cercando di scrivere un racconto nel quale succede, tra le altre cose, un matrimonio.
Essendo io ignorante in materia, non essendomi mai sposata e non avendo partecipato di recente all'evento di qualche persona a me vicina, ho digitato la parola "matrimonio" su Google.
Mi son venuti giù un bel po' di siti, guide pratiche ragionate o meno, a come ci si prepara, ci si arrabatta, ci si impazzisce, per sposarsi (ad esempio, questo, questo o quest'altro).
Allora, ho scoperto una quantità di belle cose che ignoravo: che i futuri sposi si chiamano nubendi (nubendo?!?), che lo sposo se il matrimonio è dopo le 18 deve indossare il frac, altrimenti il tight con fiore bianco all'occhiello, che il taglio della cravatta al ricevimento in cambio di un'offerta in denaro è una cafonata e va evitata assolutamente (lo dicevo io!), che la sposa deve far attendere lo sposo in chiesa per un massimo di 5-10 minuti, e poi tutta la tiritera delle bomboniere... le sceglie la sposa, le deve inviare venti giorni dopo il matrimonio o la mamma della sposa o la migliore amica, e le descrizioni dettagliate del rito, sia religioso che civile... e ci si posiziona così e si fa questo e quest'altro... Ecco, a me leggere tutta questa roba, mi fa un effetto strano: trovo il tutto semplicemente raccapricciante.
Non capisco perché non mi riesce di essere come tutte le altre ragazze della mia età, come le mie amiche, che trovano tutto emozionante, romantico, che piangono ai matrimoni. Io mi ci spallo e mi intristisco.
Io, per esempio, trovo meravigliosi gli americani che vanno a sposarsi a Las Vegas, con una spogliarellista e un croupier come testimoni, e sogno che io e Manuele un giorno si torna a casa dai miei genitori e annunciamo loro che ci siamo sposati già, che ormai non si può più rimediare, e che mia madre non me lo perdonerà mai.

Chiara
postato alle 11:20:13 9 Commenti

16/10/2003

Waiting for Kill Bill


Kill Bill Io, come tutti gli estimatori di Tarantino, aspetto il suo nuovo film, Kill Bill (qui il sito ufficiale) con grande attesa e ottime speranze.
Rimasi affascianta da Le Iene la prima volta che lo vidi, sconvolta da Pulp Fiction, che rappresentò per me una vera svolta di gusto, del mio senso estetico. Questo suo nuovo, visti i precedenti, voglio credere che sarà un bellissimo film. Voglio essere certa che lo sarà.
Solo che, mi chiedo, perché pubblicizzarlo come "Il suo capolavoro"? Il trailer è molto bello: immagini veloci, con un forte impatto visivo, nel titolo c'è "Volume 1" a ben sottolineare che non è un filmetto, che è addirittura in due parti. Ma perché poi aggiungono la frase: "Quentin Tarantino presenta il suo capolavoro"?
Ora, io voglio credere che lo sarà. Ma perché creare un'attesa del genere, visti i precedenti, visto che si parla di un Maestro, non bastava dire "il nuovo film di"? Che tanto chi lo ama ci va di default, e chi lo odia non ci pensa nemmeno, e magari chi lo ama poi può dire "Wow questo è il suo capolavoro", oppure, in caso, "Mah, l'altro era meglio". Così, in caso, dice solo: "Fanculo il capolavoro".
Ripeto: io voglio credere sia IL suo capolavoro.
Voglio ben sperare che lo sarà.

Chiara
postato alle 10:22:42 7 Commenti

15/10/2003

The 100 greatest novels of all time


Trovo su Brodoprimordiale il link alla lista dei 100 migliori romanzi di tutti i tempi redatta dal Guardian.
Io ne ho letti solo 21, ovvero:
Don Quixote, Miguel De Cervantes
Dangerous Liaisons, Pierre Choderlos De Laclos
Frankenstein, Mary Shelley
Wuthering Heights, Emily Bronte
Jane Eyre, Charlotte Bronte
Madame Bovary, Gustave Flaubert
Alice's Adventures In Wonderland, Lewis Carroll
Little Women, Louisa M. Alcott
Dr Jekyll and Mr Hyde, Robert Louis Stevenson
The Picture of Dorian Gray, Oscar Wilde T
he Call of the Wild
, Jack London
Mrs Dalloway, Virginia Woolf
The Great Gatsby, F. Scott Fitzgerald
Nineteen Eighty-Four, George Orwell
Wise Blood, Flannery O'Connor
Charlotte's Web, E. B. White
Lord of the Flies, William Golding
The Tin Drum, Gunter Grass
To Kill A Mockingbird, Harper Lee
If on a Winter's Night a Traveller, Italo Calvino
The BFG, Roald Dahl
Non so se questo sia grave, cioè che difetto di quasi ottanta capolavori, ma di certo so che qui manca qualcosa; degli italiani senzaltro: lo so, non si può pretendere che in una lista del genere ci sia Fenoglio (escluso per altro anche dalla prima selezione Repubblica), ma almeno i Promessi sposi (so cosa pensa la maggior parte degli ex studenti italiani, ma io ci tengo a precisare che sono decisamente a favore dei Promessi sposi); degli stranieri almeno Cecità di Saramago e Il maestro e Margherita di Bulgakov.
Ma certo, tutto non ci può stare. Ok.
Sono però molto contenta di trovarci libri che hanno ampiamente contribuito, nella mia infanzia, a costruire il mio immaginario letterario, come La tela di Carlotta, IL libro della mia vita (ne scriverò qui, prima o poi), Piccole donne e il GGG di Dahl: ah, io adoro Roald Dahl! Tutti i genitori del mondo dovrebbero svezzare i loro bambini a latte e Roald Dahl!.

Chiara
postato alle 11:40:52 13 Commenti

14/10/2003

Giulia non lo sa...


Nuti Quando ci sono le partite della nazionale di calcio il sabato sera succede che viene spostato il varietà alla domenica. Come l'altra settimana. Così io, che esco il sabato e in genere sto in casa la domenica sera, ho avuto questa opportunità di vedere la trasmissione del mio conterraneo Pappariello (come lo chiama mia mamma).
Ora, il varietà abbinato alla lotteria da sempre è notoriamente e giustamente trash: un variegato di buonismo, sorrisi e canzoni, come la gente vuole che sia. Ma il mio conterraneo è anche bravo, regge bene le tre ore e passa di diretta, e anche se in genere son tre ore di pura noia, qualche minuto di risate lo concede. Allora, in questa puntata di sabato che è andata in onda domenica, c'è stata tanta noia, un paio di risate, e poi la presenza, per noi graditissima, di un quindici minuti di Francesco Nuti.
Ora, di Francesco Nuti si può dire di tutto, anche che è un mezzo alcolizzato, narcisista, incostante, con un carattere pessimo, che non riesce a non provarci con tutte le donne con cui lavora, ecc. Anche che l'ultimo film che ha fatto è una schifezza (io non l'ho visto, quindi non lo so), che l'anno scorso aveva minacciato di ammazzarsi se non gli facevano più far film (cosa che forse non ha detto veramente).
Io ci tengo a dire, invece, che è un grande artista, immenso, geniale. Che metto Madonna che silenzio c'è stasera e Caruso Paskoski nella lista dei miei 31 film della vita, e Giulia tra le 20 più belle canzoni italiane degli ultimi vent'anni. Ecco, così, lo volevo dire.

Chiara
postato alle 12:22:35 12 Commenti

13/10/2003

Era lui...


Finalmente la più infervorata e emozionante querelle letteraria degli ultimi tempi è giunta a conclusione: possiamo tutti ricominciare a dormire sonni tranquilli e ad occuparci di altre cose.
Ah, a questo punto manca che qualcuno esca fuori per dire: Io l'ho sempre saputo.

Chiara


p.s. E anche lui?
postato alle 12:33:48 Commenta:

13/10/2003

Logica del pensiero Reazionario


Dice il Vangelo secondo Luca
(capitolo 6, versetti 20-31): "Alzati gli occhi verso i suoi discepoli, Gesù diceva: 'Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati voi che avete fame, perché sarete saziati. Beati voi che ora piangete, perché riderete. Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato a causa del Figlio dell'uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i profeti. Ma guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione. Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi, che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete. Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti. Ma a voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano".
Insomma, caro morto di fame, non badare alle nostre ricchezze... che il vero fortunato sei tu. Noi purtroppo siamo ricchi e andiamo all'inferno, ma tu invece sei povero e buono e fai la fame e andrai (presto) in paradiso, sai? Hai presente che gran culo ti ritrovi? Mah... siamo sicuri che il Cristianesimo non sia stato creato da un qualche gruppo di nobili, impauriti di perdere i loro privilegi per colpa di qualche morto di fame un po' incazzato?

Manuele
postato alle 03:36:28 3 Commenti

11/10/2003

The Dreamers (Sognando i titoli di coda)


Scrivere di questo film non è facile.
Primo, perché io personalmente l'ho trovato di una bruttezza davvero rara.
Secondo, perché è difficile trovare argomenti ai quali appigliarsi per scrivere una critica coerente.
Diciamo che è dall'inizio alla fine una sequenza di inutilità, gratutiti e incomprensibili tentativi di schockare, retorici discorsi sul Sessantotto.
Sinceramente io non ho capito cos'è che ha voluto dire Bertolucci con questo racconto, così fragile e abbozzato, che non va da nessuna parte, che si perde continuamente.
C'è qualcosa da salvare? Michael Pitt è carino, bravo. Eva Green è bella, ha uno sguardo conturbante e profondo. L'appartamento parigino è un monumento elegante e fatiscente, con bui corridoi sui quali si aprono camere disordinate e affascinanti. I titoli di coda sono "capovolti", cioè cadono giù dall'alto: come una vera manna dal cielo.

Chiara

postato alle 12:54:17 6 Commenti

10/10/2003

Comincio a temere per la mia incolumità


Telefonino Io non vado d'accordo con i cellulari. Ci litigo continuamente. Non mi riesce di trovarne uno che mi funzioni a dovere.
Forse perché non me lo cambio ogni due mesi, o non mi compro quelli da 500 euro. Non sono capace di starci al passo. Quando mi arrivano gli amici tutti orgogliosi perché si son comprati il cellulare con lo schermo colorato o con le suonerie polifoniche casco dalle nuvole. E dico "bello, bello, sì, ma... perché?".
Cioè, a me piace che il mio telefono squilli con lo squallido drin drin, giuro, e voglio un display di un triste grigino, non m'importa di metterci come sfondo la foto a colori di Raul Bova . Piuttosto vorrei che mi funzionassero: che mi arrivassero le telefonate quando le aspetto, che quando ho bisogno di chiamare qualcuno ci sia batteria sufficiente, insomma le cose normali.
Cose che a me non accadono.
Non ho mai il telefono a posto, io: o è spento perché me lo dimentico, o lo accendo ed è senza batteria, perché a me le batterie mi vanno a puttane in tempo record, o mi si spegne mentre sto parlando con qualcuno, di solito telefonate importanti, o mi finisce la carica in soldi senza che me ne accorga.
Cose così.
Ah, e non mi riesce di scrivere gli sms, mi ci impappino, non trovo le lettere, ci metto un'ora per comporre una frase. Non è per snobismo che scrivo queste cose, sia chiaro: come quelli che dicono di non guardare la televisione, o che non capiscono a cosa servano i cellulari, o che divertimento ci sia a chattare.
No, no, io ero partita con le migliori intenzioni, giuro: quando in Italia i cellulari ancora non li aveva nessuno e si aspettavano, io lo desideravo. E fui felice di comprarmelo. E' proprio che non riusciamo ad andare d'accordo. E' un problema di incompatibilità di carattere.
Eh, è una triste storia, lo so.
Ed ora, dopo che ho letto questa cosa, considerando il rigetto che loro hanno verso di me, comincio seriamente ad avere paura.

Chiara
postato alle 14:45:02 3 Commenti

09/10/2003

9 ottobre 1963


4o anni: ricordiamocelo.
postato alle 10:04:34 1 Commento