29/11/2003
Non aprite quella porta
Ieri sera non so come ho fatto a farmi convincere ad andare a vedere questo film, ennesimo remake del cult anni settanta, che mi ero sempre ben guardata dal guardare. Comunque, ci sono questi cinque ragazzotti hippy, che stanno tornando a bordo del classico "pulmino", da una spedizione messicana per comprare marijuana.
Il tutto ha inizio quando imbarcano, lungo una isolata statale texana, una biondina in evidente stato confusionale e questa si fa saltare le cervella sul sedile posteriore. A questo punto si trovano nella condizione di dover sistemare la faccenda: si fermano ad una disastrata stazione di servizio, finiscono in un sudicio casolare semi-disabitato, incappano in una famiglia di mostri pazzoidi capeggiata dal sinistro Faccia di cuoio. Inseguimenti, urla, trucidamenti, tra il casolare, capanne sparse tra i boschi, un macello... e l'inquietante soundtrack della motosega, strumento di massacro affatto facile da usare, ma di evidente impatto visivo e sempreverde fascino. C'è anche la bella eroina, come in tutti gli horror splatter che si rispettino: Jessica Biel, ex figlia del reverendo Camden di Settimo cielo, che qui fa la strafiga (jeans a vita bassa e top minimale), ma tosta e che, sempre come in tutti gli horror splatter che si rispettino, dà del filo da torcere allo spietato Faccia di cuoio.
Be', insomma, ripeto: non so come abbia fatto a farmi convincere da Antonio e Manuele ad andare a vederlo, e non so come abbia fatto a non addormentarmi: non solo Non aprite quella porta non fa paura, ma nemmeno, come i suoi precedenti del genere, fa fare qualche risata... O forse sono io che non c'ho più l'età!
Chiara
p.s. Ah, dimenticavo la battuta più scontata del mondo: Non guardate quel film!
postato alle 12:13:17
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28/11/2003
Spot
Domani mattina, su Rai Radio1, la trasmissione In Europa , in diretta da San Miniato: ne vale la pena, secondo me, non tanto per il tartufo bianco, ma per il monologo dell'amico Sergio Bulleri che fa Napoleone Bonaparte da giovane.
Buon ascolto.
Chiara
26/11/2003
Non ci si può distrarre un attimo
Che una si ritrova il fidanzato in queste condizioni.postato alle 12:41:21
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25/11/2003
Mentre la mia bella dorme
Questo romanzo di Rossana Campo mi è piaciuto abbastanza, pur con un paio di riserve.
Mi è piaciuto perché la protagonista è una tosta, una donna arrabbiata col mondo, che avrebbe mille motivi per piangersi addosso ma che non lo fa; che viene mollata, incinta, da uno che nel libro è relegato a misera e inutile comparsa; che conosce e subito si affeziona a Fruit (giovane e carina, emana “una specie di calma e di positività, come chi ha deciso una volta per tutte di non farsi rompere le palle dal prossimo”), che quando Fruit muore in circostanze non chiare decide che non gli e la contano giusta e si arma di forza, coraggio e intuizione per risolvere il caso da sola.
Ecco, appunto, il caso, è una delle mie riserve: perché non è male, è un noir che si fa leggere e seguire con piacere, anche se in alcuni punti sembra un po’ maldestro, forzato e rischia di apparire davvero poco credibile, specie nel finale. L’altra mia riserva è stilistica. Mi piace lo stile che usa la Campo: diretto, vivo, i dialoghi fluidi, molto veri. Forse alle volte eccede un po’, e quella che sembra quasi una trascrizione del parlato, pur rimanendo scrittura e buona scrittura, comincia a stridere, una voce pacata e piacevole che diventa falsetto.
Insomma, per fare un esempio, se mi va bene un passaggio come questo: “Abbiamo iniziato una specie di lotta, ma è quasi ridicola come cosa, perché lui è talmente più forte di me che sono sicura che mi ucciderà”, che rende perfettamente l’idea, è brutale, e si sente la concitazione; subito dopo un’espressione come: “Ho paura che mi spacca la mano ma è una questione di vita o di morte e io metto tutta la mia energia in questa lotta”, la trovo incredibile da leggere, e mi smonta tutta la tensione.
Riserve a parte, Mentre la mia bella dorme, resta nel complesso una lettura piacevole.
Ah, la Campo ha anche un blog che visito spesso, e che non è per niente brutto, pur essendo “aziendale”.
Chiara
postato alle 00:41:42
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24/11/2003
... e ciò sa 'l tuo dottore
Ecco, la domanda da un milione di euro di stasera, io la sapevo. Certo non ne sapevo alcune di quelle prima, ma quella sì. Sì, sì.
Dà una bella soddisfazione.
Tanto per curiosità, e per alzare il livello culturale di questo blog (che non fa mai male): la frase al centro del quesito, che nella Commedia sta in bocca a Francesca Da Rimini (questa era la risposta esatta), "Nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice ne la miseria", è una massima che a Dante deriva da Boezio, gran bell'autore medievale, per cui la soluzione ai mali del mondo, o meglio "la consolazione", stava nella filosofia (da qui il detto prendiamola con filosofia... ehm).
Chiara
postato alle 00:19:21
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21/11/2003
Mix
A me il titolo del nuovo doppio album antologico di De Gregori non piace per nulla. Le 30 canzoni da lui scelte saranno comunque due ore e mezzo di musica meravigliosa, voglio ben sperare. Intanto ho spelluzzicato qualche assaggino qui.
Chiara
postato alle 21:39:07
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21/11/2003
All'altezza
La signora V., che sono andata a trovare oggi pomeriggio, è una ex insegnante ultraottantenne. Una signora molto distinta, molto dolce, che non ama vedere le persone. Seduta nel suo elegante salotto pieno di luce, le ho fatto le fredde domande della Scheda dei servizi per la prevenzione primaria, cercando, come sempre, di farle apparire meno fredde, e meno stupide, di quello che sono in realtà. Barravo le caselle, affascinata da questa donnina graziosa, che mia madre mi dice essere stata bellissima da giovane: e non mi riesce difficile crederlo, conoscendo le sue figlie e i suoi nipoti. E' discreta la signora V., non le piace uscire, vedere gente, avere ospiti.
A me la breve conversazione avuta con lei è piaciuta moltissimo. Mi chiede il nome cinque volte, dice che vuole tenerlo a mente. Mi chiede se può baciarmi, quando me ne sto per andare.
Soffre di depressione, la signora V., me lo dice la figlia: è perché si sente vecchia, si sente che si dimentica delle cose, crede di non essere più all'altezza di tenere una conversazione.
Non so se mi abituerò mai alla fascinazione incredibile, unita a una tristezza infinita, che provo tutti i giorni incontrando queste persone.
Chiara
postato alle 19:55:19
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19/11/2003
Laura, che vuoi da me?
La scorsa settimana sono stata vittima di una persecuzione. Da parte di questa signora dalla faccia d'angelo che corrispoonde al nome di Laura Linney. Forse penserete che mi sto impazzendo (il che non sarebbe forse cosa tanto improbabile, visto che faccio tre lavori più l'università, e che tengo due blog), ma sentite qua cosa mi è successo, e poi giudicate voi: Martedì scorso: andiamo al Supercinema Lami, dove proiettavano, all'interno della rassegna "Martedì Cinema", il film The life of David Gale.
Un buon film, ben fatto, con una Kate Winslet in gran forma e un Kevin Spacey all'altezza.
Un buon film che però a me ha inquietato incredibilmente: si vede questa scena in cui la Laura Linney, appunto, muore, divincolandosi con le mani legate e un sacchetto sulla testa, tutta nuda sul pavimento di una cucina. E non è solo questa scena, impressionante certo, ma tutta la trama del film, che non racconto, per chi non l'ha visto e vuol mettere in pericolo la sua salute mentale guardandolo, che a me ha sconvolto, non facendomi dormire, e ancora mi vengono i brividi a pensarci.
Venerdì: torniamo allo stesso cinema, questa volta per vedere un film scelto da me, che volevo distrarmi e farmi due risate con una commediola leggera, l'inglese Love Actually, dove, non lo sapevo, ti trovo ancora lei, che sembra più giovane e carina, e le hanno appioppato una delle parti più sfigate del film: innamorata del collega che, giuro, è uguale a Roul Bova, ossessionata e perciò impossibilitata ad aver alcun tipo di relazione, dal fratello portatore di handicap.
Domenica: andiamo con Antonio e Beatrice a vedere Mystic River, il film tanto discusso di Clint Eastwood. E chi ti compare senza che io me lo aspettassi? Ancora lei, qui nelle vesti scintillanti di moglie mezza psicopatica di Sean Penn, fa il personaggio più ambiguo e allucinante di tutta la storia, per il cui monologo finale il film ai nostri occhi è sceso di un punto e mezzo buono.
Se non è una persecuzione questa... ditemi voi.
Chiara
postato alle 12:33:00
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18/11/2003
Mystic River, due paroline, non una recensione
Non ho voglia di fare la recensione di Mystic River, vai a capire perché...
Comunque vorrei ugualmente spiegare il sei e mezzo che abbiamo messo in vetrina. Non è un sei e mezzo come gli altri, non è uno di quei film di cui dici "Carino... " e gli dai un voto più che sufficiente. Quel sei e mezzo è un otto/otto e mezzo depauperato di un paio di punti per colpa degli ultimi dieci minuti. Per colpa di dieci minuti! Talmente irritanti e stupidi che sia io che Chiara ci siamo rimasti proprio male.
Un consiglio, se non avete ancora visto il film. Andate al Cinema, e ALZATEVI IN FRETTA appena finita la scena in cui Kevin Bacon spiega la soluzione del "caso" a Sean Penn... Da quel momento CORRETE e non fatevi venire la voglia di rimanere...
Ecco, se ci riuscirete, avrete visto un bellissimo film... un otto/otto e mezzo meritato.
Manuele
postato alle 18:24:57
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15/11/2003
14/11/2003
Vi racconto una storia...
Mi improvviso narratore. Scusatemi se non sarò all'altezza della mia coinquilina, è lei la professionista :-)
Questa storia parla di cose di guerra. Mi serve solo da esempio, per spiegare meglio cosa intendo quando dico che quei carabinieri "non sono morti per l'Italia". Cosa significa morire per una nazione... per uno scopo. Ed è possibile anche se si sta combattendo una guerra sbagliata! Non è questo il punto. Vi prego ancora di aver pietà delle mie limitate capacità artistiche :-)
C'era una volta un ragazzo della provincia americana. Era un onesto lavoratore di ventidue anni e ammirava il suo presidente, come molti suoi coetanei, come molti suoi concittadini. John F. Kennedy era giovane, parlava bene, andava sempre dritto al cuore.
Un giorno il suo amato Presidente fece un discorso molto accalorato... parlava di un paese lontano, parlava dei Sovietici, dell'equilibrio mondiale. Parlava del benessere della nazione, del futuro dei suoi cittadini. Stava dicendo bugie, ma lui non lo sapeva. Lui si fidava del suo presidente. Quel paese lontano si chiamava qualcosa come "Vietnam", ed era sotto la minaccia di un regime comunista, anzi no, di due regimi comunisti! Due colossi come l'Unione Sovietica e la CINA. Questo gli avevano detto. E solo la sua patria aveva la forza per poterli contrastare. Per il bene dell'umanità, per il bene di una piccola e sperduta popolazione asiatica. Perché il grande popolo americano non scorda di proteggere l'ultimo degli indifesi... Il Presidente chiese a lui e a tutti i giovani come lui un atto di patriottismo. E lui si arruolò senza pensarci su due volte. E con lui molti dei suoi amici.
Andò in Vietnam convinto di servire al meglio il proprio paese. Andò in Vietnam per suo padre e sua madre, per la sua futura moglie e i suoi futuri figli. Se il Vietnam fosse diventato un paese comunista, la vita di tutti i suoi concittadini sarebbe caduta in un oblio senza fondo. Questo gli raccontava il suo Presidente e lui credeva al suo Presidente.
Morì in Vietnam non sapendo di combattere una guerra sbagliata, morì non sapendo che quel che gli avevano detto erano menzogne di propaganda. Morì per mano di un vietnamita che stava difendendo la sua terra. Quel vietnamita morì a sua volta pochi istanti dopo, ferito a morte dall'esplosione di una granata. Due vite spezzate, due eroi morti per la loro gente, contenti di combattere per le loro famiglie. Per il loro futuro. Non ci sono assassini, non ci sono carnefici. Quelli stavano da un'altra parte.
Italia 2003: Un giorno il parlamento decide di aiutare l'alleato americano per una guerra in un paese del medio oriente. I soldati professionisti dell'esercito leggono la notizia sui giornali. E' il loro mestiere, tocca a loro. Che sia Iraq o Somalia o Kosovo o Afghanistan... non importa, perché sempre a loro tocca. Se il parlamento decideva di mandarli da un'altra parte... da un'altra parte andavano. Il loro mestiere è quello, ed è giusto che sia così. Non dico che sia sbagliato, però non vedo eroismo in questo. Non ci sono eroi in questa scelta. Quindi onoriamo la morte dei nostri carabinieri, onoriamola come meglio possiamo fare: dicendo la verità, non esagerando. Esaltando la bellezza della realtà e non corrompendo la memoria di quei poveri ragazzi. E' facile lodare, ma è difficilissimo portar rispetto. E infatti non sono molti quelli che sono riusciti a fare entrambe le cose.
Manuele
postato alle 12:22:40
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13/11/2003
Carabinieri in Iraq: cose tristi...
Incredibile! L'attacco contro i carabinieri a Nassirya è successo meno di 36 ore fa... e già ho mal di pancia da informazione.
E' una cosa tristissima, io ieri ero incazzato come una bestia... però tutta questa retorica nazionalistica, tutto questo parlare, tutto questo scrivere... Insomma, in 36 ore quegli sciacalli hanno fatto in tempo a digerire e a vomitare trenta volte la notizia. Vomitata poi sempre in modi scontatelli... certo non ho letto tutti gli editoriali di tutti i giornali, ma vi prego di segnalarmene qualcuno che merita...
Sento parlare di VILE attentato, quando tra tutti gli aggettivi negativi, vile e' forse l'unico che non ha senso usare. (E' da vili morire per la propria causa? Abbiamo tutta un'epica, tutta una cultura letteraria che esalta questo gesto! Oppure e' da eroi solo se non lo fanno i nemici?) Cristo santo, parlate di schifoso, di orrendo, di rivoltante, di assurdo, di inquietante... dite che solo dei pazzi esaltati figli di puttana possono uccidere in questo modo...! Ma perche' dire vile? Perche' voler in tutti i modi sminuire la vita e l'onore del nemico? E non dite che l'Italia ha perso contro la Polonia perche' era schockata dall'attentato irakeno... oppure che i nostri Carabinieri erano là per giocare con i bambini e sorridere alla popolazione... che veramente si casca nel ridicolo... E poi non dite che quei Carabinieri sono morti per l'Italia... vi prego. Dite che sono morti perche' la nostra nazione ce li ha mandati per motivi tutti politici... dite la verita', almeno di fronte alla morte. L'Italia non e' in guerra, non e' in guerra come Italia, non e' in guerra come ONU, non e' in guerra come NATO. Ha appoggiato logisticamente un alleato... non sono in gioco territori, non sono in gioco ideali, ne' tantomeno valori o persone care.
Manuele
postato alle 13:54:34
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11/11/2003
Oggi sarebbe stato il compleanno...
... di una persona a cui tenevo molto. Nata a Pontedera l'undici novembre del 1922, undici-undici-ventidue. Anche la data era speciale. Data speciale per una persona speciale. Nato nel periodo della marcia su Roma. Nato e cresciuto col mito del Duce. Mito per cui ha combattuto e rischiato la vita senza pretendere niente in cambio. Mi ha insegnato quanto sia puerile giudicare gli ideali, perché tanto gli uomini sono un'altra cosa. Uomo onesto, intelligente, riflessivo, fragile, insicuro, buono. Buon compleanno, nonno. Mi manchi sul serio.
Manuele
postato alle 19:08:12
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10/11/2003
Una creatura di prima scelta
Non scrivo mai di musica: non ne sono capace, farei ridere con i miei commenti cialtroncelli. Dell'album con cui mi sto flippando in questi giorni, l'ultimo di Bersani, Caramella Smog, però voglio dire qualcosa: che è semplicemente BEL-LIS-SI-MO. Un pacchetto di undici caramelle dai colori e dai sapori diversi, sorprendenti, amarissimi, vagamente familiari o completamente sconosciuti, dolcissimi, come dolcissima è Pensandoti, cattivi, che fanno frizzare il palato e strizzare gli occhi, come ho fatto io ascoltando Cattiva, il singolo talmente vero da fare male.
Prodotti di prima scelta, insomma, come lo è lui, uno dei migliori in circolazione, per me.
Chiara
postato alle 12:28:22
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08/11/2003
Ancora sugli Awards
Poi basta. Solo che tutta la vicenda (qui il riassunto di Gattostanco) è oltremodo affascinante, e la dice lunga su tante cosette che riguardano l'animo umano e internettiano.
Dal momento che ho palesato i miei vecchi voti, mi pareva giusto far sapere anche che non credo avrò tempo e voglia di riempire la scheda che Gianluca Neri mi ha inviata, perché mi dovrei metter lì a spulciare tutto l'elenco, a scegliere il voto da dare, ad andare a guardare i blog che non conosco...
Un gioco troppo impegnativo, insomma.
Comunque, auguro un buon voto a tutti. E, siccome sono curiosa, mi piacerebbe anche sapere: a quanti bloggers esattamente il Neri ha mandato il suo numero di cellulare ?
(in firma alla mail, se vi fosse sfuggito)
Chiara
postato alle 13:14:42
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05/11/2003
Il momento più imbarazzante della mia vita
Come già detto, è successo venerdì notte.
Verso le tre di notte in una discoteca della periferia di Firenze. Erano almeno 5 anni che non andavo in discoteca, ma chissà come mai venerdì mi sono fatto imbambolare da quattro ex-compagni di scuola che sembravano convinti che non ci fosse niente di meglio da fare. Era la notte di Helloween, ma io non lo sapevo. Che vuoi che me ne freghi di una stupida festa extracomunitaria in maschera, quando già non mi piace il nostrano carnevale... ma questo è un altro discorso.
Torniamo alla discoteca. E' un posto strano, la discoteca. Sembra un ufficio postale il giorno del ritiro delle pensioni: si fa la fila in macchina, la fila per entrare, la fila per il guardaroba, la fila per il bagno, la fila per bere, di nuovo la fila per il guardaroba e la fila per pagare... allucinante. E la cosa più allucinante è che mentre fai la fila capisci che per le persone che sono con te, quella è una situazione normale...
Ma veniamo al dunque. Sono le tre del mattino circa. Io e i miei quattro compagni siamo stretti come sardine nel mezzo alla pista a far finta di divertirci. I miei quattro compagni hanno tutti un nome: Erminia, Daniela, Stefano e Federico. Quindi cinque invecchiati ventiseienni: due dottori, una laureanda e due scioperati studenti universitari. Doppia coppia di Re con sette. Ok, mi sto dilungando (sarà perché non ho voglia di continuare...), smetto.
Stefano era dietro di me, quasi a coprirmi le spalle. La musica era normalmente insopportabile e ridondante. A pochi passi da noi una cubista molto coreografica. Davanti a me stavano Erminia e Daniela. Un po' più spostato Federico... Dietro di me stava Stefano... proprio dietro di me. Ad un certo punto sento un petto che si schiaccia sulla mia schiena e delle gambe che si appoggiano sulle mie. Stefano era dietro di me, molto vicino. Stava scherzando, senza dubbio. La spinta era troppo forte. Per togliermelo di dosso porto la mano dietro le spalle e faccio per dargli una sonora strizzatina di palle... sicuro che si sarebbe scansato prima del contatto. Insomma, per farla breve... nell'attimo in cui ho appoggiato la mano ho sentito un agghiacciante VUOTO. Un tessuto come di fuseau e un vuoto non aspettato. Prima ancora di girarmi avevo capito che era successo l'irreparabile: avevo toccato e strizzato tra le mani la patta ad una tizia sconosciuta che era stata spinta per caso dietro di me. Mi volto, per affrontare il suo sguardo. Era sconvolto, stupito, tirato dalla rabbia. Ci guardiamo per un breve istante. Io, brutto ceffo, barbone con capelli incolti, vestito con una stupida camicia blu a quadri incorniciati di bianco. Lei neppure brutta, anzi carina, tirata a lucido come tutte le ragazze là dentro. Io con aria supplichevole, lei con toni infuocati.
Io: SCUSAMI, SCUSAMI, SCUSAMI. Credimi non l'ho fatto apposta!
Lei: .... (assumendo espressione ancora più incazzata) .... ma come...
Io: Telogiurononl'hofattoappostapensavofosseunmioamico!
Lei: Ma come ti permett.... ma vaff... ma sei stron.... ma CHE SCHIFO!!
Erminia (che non aveva capito una mazza di cosa era successo davvero e pensava di fare una battuta): Non ti fidare, è un maniaco!
Lei: .... ma... (ancora più inorridita) .... sei proprio uno stronz...
Io: Veramente, credimi! Te lo giuro, non volevo farlo, pensavo fossi un mio amico!
Lei: CHE SCHIFO, CHE SCHIFO, che schifo... che schifo (e si allontana)
In quei brevi istanti Stefano, che in un primo momento pensava che avessi incontrato un'amica che mi stava sorridendo (!), sente dei ragazzi accanto che dicevano: "Boia, quello là gliel'ha puntellato!"
Avevo la schiena ghiacciata dai brividi e immagino il volto paonazzo.
Non mi sono mai sentito più in imbarazzo in vita mia.
Il tutto per 21 euro, cash
Manuele
postato alle 16:48:59
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04/11/2003
Diciassette più due Awards
Sicuramente a nessuno sarà sfuggita la bella e originale iniziativa di Gnu Economy : gli Weblog Awards 2004. Iniziativa destinata irrimediabilmente ad avere successo.
Ecco vi svelo come ho votato io (circa quattro o cinque volte, visto che ho scoperto a ogni connessione il mio ip essere diverso).
Allora:
Miglior merchandising per un weblog: Maglietta confusa, of course;
Miglior idea comune: Webgol;
Miglior indicizzatore italiano: non ho votato;
Miglior comunità weblog italiana: Clarence (non si sputa nel piatto dove si mangia);
Miglior comunità weblog straniera: non ne ho idea;
Miglior programma weblog: Movable Type (idem come sopra);
Miglior idea andata a rotoli: TheGNUEconomy;
Idea più promettente: Post-it;
Cattivo più temibile del mondo dei weblog: Coniglio Cattivo ;
Miglior vignetta/strip sui weblog: Coniglio Cattivo ;
Miglior (o peggior) Troll: la Signorina Silvani;
Peggior "flame" tra blog: non l'ho votato;
Miglior libro sui weblog: non ne ho letto uno, se già fosse uscita avrei segnalato però la tesi di laurea di Attilio (dove ci sarà pure una pagina di Diciassette Pollici!);
Miglior TextAd per weblog: >skip ads ;
Personaggio fittizio dell'anno: Massaia ;
Weblog più snob: non saprei;
Miglior weblog neocone: ehm, cioè?
Blogger dell'anno: Personalità confusa;
Miglior blogger non blogstar: ce ne sarebbero troppi, magari divido i voti (tanto posso votare quante volte voglio: un voto per uno non fa male a nessuno);
Miglior weblog giornalistico: Wittgenstein;
Migliore rubrica su weblog: non votata;
Miglior weblog comico/satirico: Selvaggia Lucarelli;
Miglior weblog erotico: non li frequento (bum! via, son sempre una signora);
Weblog rivelazione dell'anno: non capisco la categoria;
Post dell'anno: Io & Alessia;
Weblog dell'anno: Personalità confusa;
Weblog con più partecipazione: ovvero?
Miglior fonte di spunti: non votato;
Miglior blog musicale: nessuno;
Peggior articolo sui weblog: quello del Corriere;
Miglior photoblog: Buba;
Miglior blog cinematografico: ho diviso i voti equamente tra The Cinema Show e Il cinema secondo me;
Miglior blog buongustaio: non votato (mi devo mettere a dieta!);
Miglior blog non blog: pure questa non l'ho capita;
Miglior blog letterario: qui mi sono segnalata e votata per me, e scusate tanto.
Nella speranza di esser stata di aiuto agli indecisi, e non troppo molesta, vi saluto.
Alla premiazione!
Chiara
postato alle 22:13:39
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03/11/2003
Negli ultimi dieci giorni...
... mi sono successe troppe cose assurde. Per ora faccio qua un promemoria, altrimenti il povero diciassettepollici se ne ha a male. Ma mi riprometto di approfondire ogni punto dei seguenti:
1) Litigata col concessionario e cambio concessionario (venerdì 24/10)
2) Visto Kill Bill (stesso giorno), ma di questo ho già parlato.
3) Completate le pratiche burocratiche, mi danno una macchina (Martedì 28/10)
4) (qua sto certamente dimenticando qualcosa, manco i promemoria so fare!)
5) Con quattro amici in una discoteca a Firenze, dopo almeno 7-8 anni dall'ultima volta (Venerdì 31/10)
6) Il momento più imbarazzante della mia vita (stesso luogo, stesso giorno)
7) Lucca Games e Ruolimpiadi, tre giorni divertenti e massacranti (quest'ultimo fine settimana 31/10-02/11)
Manuele
P.s. Ditemi da cosa cominciare... anche se purtroppo già immagino la risposta :(
postato alle 09:22:30
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